Il martedì 6 ottobre 2026 una violenta esplosione ha investito la raffineria Cardón, situata a Punto Fijo, nello Stato di Falcón, interrompendo la capacità produttiva di 300.000 barili al giorno. L’incidente è stato generato da una rottura di una condotta di gas collegata al diesel hydrotreater una delle unità più critiche dell’impianto.
Esplosione su una condotta di gas nella raffineria Cardón
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il botto è partito quando il gas è fuoriuscito dalla tubazione e ha subito infiammarsi, provocando una serie di esplosioni secondarie. Il fuoco ha avvolto rapidamente la zona dei lubrificanti e parte del modulo di distillazione, costringendo gli operatori a fermare immediatamente tutti i processi, inclusi i caldaie e le due unità di distillazione citate.
Intervento dei vigili del fuoco e evacuazione
I vigili del fuoco sono giunti sul sito entro pochi minuti, estinguendo le fiamme in meno di un’ora. L’evacuazione del personale è avvenuta senza riportare feriti, grazie a una rapida attuazione dei protocolli di emergenza. I soccorritori hanno monitorato costantemente la zona per evitare ulteriori detonazioni, facendo uso di schiuma antincendio e sistemi di raffreddamento per contenere l’incendio residuo.
Importanza strategica della raffineria Cardón nel complesso Paraguana
La struttura di Cardón è una componente fondamentale del Paraguana Refining Center il più grande complesso di raffinazione del paese con una capacità complessiva di 955.000 barili al giorno. Gestita dall’impresa statale PDVSA la raffineria contribuisce in modo cruciale all’approvvigionamento interno di benzina e diesel, oltre a fornire una parte consistente delle esportazioni verso Cina, Singapore, Cuba e diversi paesi europei. La perdita improvvisa di 300.000 barili giornalieri rappresenta una contrazione notevole della produzione nazionale.
Stato di manutenzione e problemi ricorrenti
Negli ultimi dieci anni il Paraguana Refining Center ha operato a capacità ridotta a causa di carenze d’investimento manutenzione differita e frequenti guasti tecnici. La raffineria Cardón non è stata immune da questi problemi, con incidenti minori già registrati negli ultimi mesi, tra cui l’interruzione della distillazione grezza e del cracker catalitico per mancanza di materie prime. Tali condizioni hanno già ridotto la capacità operativa di diverse unità, aumentandone la vulnerabilità a incidenti gravi.
Rischi sull’approvvigionamento interno e ripercussioni sui mercati esteri
L’interruzione di Cardón incide direttamente sulla disponibilità di benzina e diesel per il mercato interno, dove le scorte sono già sotto pressione per via della crisi economica. Le autorità hanno avvertito di possibili carenze nei distributori, soprattutto nelle regioni più remote. Sul fronte delle esportazioni, la perdita temporanea di quasi un terzo della capacità nazionale potrebbe ridurre le forniture verso i tradizionali partner, favorendo una riallocazione delle esportazioni da parte degli Stati Uniti, che hanno aumentato la loro presenza nel settore energetico venezuelano.
Possibili scenari di ripristino
Le valutazioni preliminari indicano che la riparazione della condotta di gas danneggiata e il riavvio completo delle unità critiche richiederanno diverse settimane, a condizione che vengano reperiti i materiali di ricambio e che le condizioni di sicurezza siano soddisfatte. Nel frattempo, PDVSA sta valutando il trasferimento di capacità produttiva dalle altre unità del complesso Paraguana per mitigare l’effetto sul mercato interno. L’incidente rimane comunque un campanello d’allarme per la necessità di un piano di investimento strutturato e di una revisione della gestione operativa delle infrastrutture energetiche venezuelane.
