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Giorgia Meloni registra un audio della sua voce come marchio: la mossa contro i deepfake

Giorgia Meloni registra un audio della sua voce come marchio: la mossa contro i deepfake

Giorgia Meloni deposita la propria voce all’Euipo: un audio di quattro secondi per proteggerla da possibili clonazioni e manipolazioni con l’intelligenza artificiale.

Giorgia Meloni corre ai ripari contro i rischi legati all’intelligenza artificiale: la presidente del Consiglio ha depositato all’Euipo una registrazione di quattro secondi con la frase “Io sono Giorgia Meloni”, avviando la procedura per tutelare la propria voce come marchio. L’iniziativa punta a rafforzare la protezione contro possibili clonazioni vocali e contenuti audio manipolati realizzati con l’IA.

La voce di Giorgia Meloni depositata all’Euipo

Giorgia Meloni ha avviato una procedura per tutelare la propria voce dal rischio di imitazioni e manipolazioni realizzate con l’intelligenza artificiale. La presidente del Consiglio pare abbia depositato il 5 ottobre 2026 presso l’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, una registrazione audio della durata di appena quattro secondi.

Dalle indiscrezioni dell’Ansa, nel file la premier pronuncia le parole “Io sono Giorgia Meloni”, un’espressione diventata particolarmente riconoscibile dopo il comizio del 2019 e successivamente scelta anche come titolo della sua autobiografia, pubblicata nel 2021.

L’iniziativa arriva in un contesto nel quale la tecnologia permette di replicare con crescente precisione la voce e l’immagine di personaggi pubblici.

L’obiettivo della richiesta è quindi rafforzare la protezione nei confronti di eventuali contenuti audio o video falsificati, nei quali alla presidente del Consiglio potrebbero essere attribuite frasi mai pronunciate o conversazioni mai avvenute. Come riportato dall’Ansa, la domanda sarebbe stata presentata attraverso uno studio legale romano e una società marchigiana specializzata nella tutela della proprietà intellettuale e, secondo quanto riportato nel registro dell’Euipo, risulta ancora “oggetto di esame”.

“Io sono Giorgia Meloni”: il retroscena del messaggio registrato dalla premier

La procedura riguarda tre categorie di servizi: contenuti multimediali scaricabili, attività culturali e organizzazione di manifestazioni politiche. La registrazione della voce rientra nella possibilità, prevista dal sistema europeo della proprietà intellettuale, di tutelare anche un marchio sonoro, costituito esclusivamente da un suono o da una combinazione di suoni e depositabile attraverso un file audio.

L’eventuale registrazione non significherebbe, tuttavia, che qualsiasi imitazione della voce della premier da parte dell’intelligenza artificiale diventerebbe automaticamente illegale. La tutela potrebbe rappresentare piuttosto un ulteriore strumento giuridico per contrastare determinati utilizzi non autorizzati.

Il tema è diventato sempre più rilevante anche alla luce dei contenuti manipolati che negli ultimi anni hanno coinvolto Meloni, comprese immagini pornografiche contraffatte realizzate utilizzando il suo volto. Come riportato da Fanpage, nel 2024 la presidente del Consiglio ha infatti intrapreso un’azione legale contro un uomo residente in Sardegna, accusato di aver prodotto e diffuso online questo tipo di materiale. La vicenda della voce si inserisce dunque in una battaglia più ampia contro i deepfake e i contenuti generati dall’IA, che rendono sempre più difficile distinguere una dichiarazione autentica da una registrazione artificialmente costruita.

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