Lavanda dei piedi dal Papa
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Lavanda dei piedi dal Papa

Lavanda dei piedi papa
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Da dove deriva il gesto della lavanda dei piedi? Scopriamolo.

La “lavanda dei piedi” è una tradizione di antica origine che risale al gesto compiuto da Gesù, di forte significato simbolico e universale. Papa Francesco, giovedì 29 marzo 2018, si è recato al carcere di Regina Coeli per rinnovare anche quest’anno la tradizione, incontrando i detenuti ammalati in infermeria.

Cos’è la lavanda dei piedi

Questa tradizione risale al gesto compiuto da Gesù, un’azione di grande carica simbolica. Lavare i piedi era infatti riservato agli schiavi e ai servitori dei tempi antichi, ed era visto anche come un segno di ospitalità che le mogli dovevano ai mariti e i figli ai padri. Un gesto di umiltà, affetto e sottomissione, insomma. Nei Vangeli si racconta l’episodio: durante la sera gli apostoli e Gesù si riunirono durante quella che è ricordata come l’Ultima Cena. I discepoli iniziarono a litigare per avere il posto migliore a tavola, ma Gesù, per placare gli animi, disse loro, con la frase arcinota, che “Gli ultimi saranno i primi”. Ma non si limitò a questo.

Si alzò dal tavolo, prese un asciugatoio e un catino e iniziò a lavare i piedi ai suoi discepoli, per confermare concretamente il significato delle sue parole. Nel Vangelo di Giovanni viene descritto lo stupore dei seguaci di Gesù al suo gesto umile, tanto che Pietro, che divenne il primo Papa, inizialmente lo rifiutò.

La lavanda dei piedi di Papa Francesco

A partire dal gesto di Gesù, la tradizione si è rinnovata fino a noi. In occasione del Giovedì santo, infatti, dopo la Messa del Crisma in Vaticano, Papa Francesco ha celebrato con i detenuti del carcere romano di Regina Coeli la Messa in Coena Domini. Nel corso del rito, Francesco, imitando Gesù nell’episodio dell’Ultima Cena, ha lavato i piedi a dodici detenuti, non soltanto italiani. Il papa ha infatti riservato il gesto anche a due musulmani e a un buddhista, per significare una nobile apertura di orizzonti culturali. Nell’omelia della messa, il papa ha ricordato che nel lavare i piedi, un compito, come si è detto, un tempo riservato agli schiavi, “Gesù capovolge l’abitudine storica, culturale di quell’epoca”, dimostrando che “chi comanda, per essere un bravo capo, sia dove sia, deve servire”. Ha aggiunto poi, al termine dell’omelia: “Io penso tante volte – non a questo tempo perché ognuno ancora è vivo e ha l’opportunità di cambiare vita e non possiamo giudicare, ma pensiamo alla storia – se tanti re, imperatori, capi di Stato avessero capito questo insegnamento di Gesù e invece di comandare, di essere crudeli, di uccidere la gente avessero fatto questo, quante guerre non sarebbero state fatte”.

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