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The Leading Guy: “Aprire il tour di Elisa è una grande opportunità”

Cantautore pop, folk e rock: The Leading Guy ha raccontato il suo nuovo album, il disco tributo a De André e l'emozione di aprire i concerti di Elisa

The Leading Guy
The Leading Guy

Simone Zampieri, in arte “The Leading Guy”, è un cantautore moderno ma con radici profonde. Un songwriter abile e raffinato che mette al centro del suo lavoro le canzoni, cercando di raccontare qualcosa di unico e spontaneo. Cerca il silenzio in modo da poter rappresentare al meglio il suono di ciò che è prezioso, per poi interpretarlo in modo essenziale, grazie ad una vocalità dolce e graffiante.

Acclamato dalla critica e dal pubblico per la sua capacità melodica pulita e brillante, per la carismatica presenza scenica e per l’abilità nel comporre canzoni, The Leading Guy è considerato tra i più interessanti nuovi nomi della scena cantautorale.

Cresciuto in Italia, ha vissuto per diverso tempo in Irlanda dove si è formato artisticamente. Poi la gavetta in giro per l’Europa, raccogliendo molti degli squarci di vite che sarebbero diventati i protagonisti delle sue canzoni.

The Leading Guy ha iniziato a farsi conoscere nel 2015 con “Memorandum”, il suo album di debutto che è stato accolto subito molto positivamente dalla critica e dal pubblico che lo ha seguito nelle oltre 70 date del tour in Italia e in Europa. Si è fatto conoscere anche su alcuni palcoscenici prestigiosi in apertura di artisti di fama nazionale e internazionale, come Ben Harper, i 2Cellos, Niccolò Fabi, Jack Savoretti, Max Gazzè e recentemente Xavier Rudd.

E’ “Twelve Letters” il titolo del nuovo album di The Leading Guy in uscita il 3 maggio per Sony Music Italy. Ai nostri microfoni ha raccontato il suo nuovo progetto, la sua musica e l’amore per Trieste. Abbiamo chiacchierato del disco tributo a Fabrizio De André, “Faber Nostrum”, uscito il 26 aprile, ma anche della grande sorpresa regalatagli da Elisa.

“Twelve Letters” e la sua musica

Dodici lettere scritte “a cuore aperto”, rivolte a persone vive e a persone che non ci sono più. Lettere in cui, a seconda del destinatario, cambia il registro stilistico e varia l’umore, pur mantenendo la costante del pop-folk, con incursioni nel rock.

Sul suo ultimo album ci ha raccontato: “E’ un disco molto vario, in cui hanno collaborato molti artisti, a differenza del passato dove facevo tutto da solo. Ho chiamato molte persone per avere punti di vista diversi”.

Nei panni di artista, Simone Zampieri come si definisce? E chi è oggi un folk singer? A tal proposito, il cantautore ci ha risposto in maniera molto chiara: “Il folk singer è uno che fatica, soprattutto in Italia perché la moda va da altre parti. Tuttavia, il folk è molto radicato e fortunatamente non riesce a scomparire. Io sono un cantante pop-folk o rock-singer, ma ogni giorno mi sento diverso ed è per questo che le mie canzoni sono differenti fra loro”.

The Leading Guy ha iniziato a fare musica e scrivere canzoni molto giovane e lo ha sempre fatto in inglese. A tal proposito, racconta: “Ho iniziato a fare musica mentre vivevo in Irlanda. Gli artisti che mi circondavano arrivavano da una tradizione narrativa. Per me per narrare l’inglese è la lingua migliore. L’hanno inventata loro questa musica. Quando, per pura curiosità, ho provato a farlo in italiano non ho ottenuto gli stessi risultati, non mi sentivo a mio agio. Scrivere in inglese non è stata una necessità, è qualcosa di naturale, venuto spontaneamente”.

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“Faber Nostrum”, il disco tributo

The Leading Guy farà parte anche di “Faber Nostrum”, il disco tributo a Fabrizio De André, in uscita il 26 aprile, con alcuni dei nomi più influenti della nuova scena musicale italiana. In questa compilation il cantautore partecipa con il suo primo brano in assoluto cantato in italiano. Gazzelle, Ex-Otago, Willie Peyote, Canova, Cimini feat. Lo stato sociale, Ministri, Colapesce, The Leading Guy, Motta, La Municipàl, Fadi, The Zen Circus, Pinguini Tattici Nucleari, Artù, Vasco Brondi. Sono loro gli artisti che hanno collaborato nella realizzazione di “Faber Nostrum”.

Sulla sua partecipazione alla stesura dell’album, Simone ci ha raccontato: “A livello personale prendere parte a questa realtà è stato molto importante. E’ la prima volta che facevo musica in italiano e farlo con De André è stata una prova del fuoco vera”. Poi ha precisato: “E’ stato altrettanto importante a livello artistico. E’ fondamentale ricordare questo maestro e dovrebbero farlo sempre di più i giovani, molto più dei “dinosauri sicuri” che già conosciamo. Altrimenti la sua memoria e la sua arte rischiano di scomparire”.

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Fabrizio De André ha un rapporto inscindibile con la sua terra. Ha raccontato la Genova nascosta, vissuta, amata, popolare, autentica. Ha raccontato la Genova con i suoi dialetti, i sui colori, il suo mare e i suoi personaggi così unici. Simone è bellunese di nascita, ma triestino di adozione. Che legame lo unisce alla sua terra e quanto questa influenza la sua musica? “Io sono stato finora un giramondo. A differenza di De André e di altri artisti non ho un legame fortissimo con la mia terra”, precisa. Ma aggiunge: “Tuttavia, in ogni terra in cui mi trovo a vivere provo molto affetto. Nel mio album “Memorandum” si parlava di Belluno, la terra dove sono nato e che mi porto dietro”. Su Trieste ha commentato: “E’ la città che mi ha adottato e da cui cerco di prendere il meglio”.

I maestri

“Da giovane ascoltavo a ripetizione il trio Guccini, De Gregori e De André. Li conosco molto bene”.

Ma sugli artisti e le musiche che più hanno influenzato il suo percorso e che lo hanno fatto crescere ha aggiunto: “Successivamente sono passato alla fase Dylan, che è il totem da cui poi si dirama tutta la mia musica”.

In tour con Elisa e i progetti futuri

Dal 2 maggio è impegnato nelle aperture del tour teatrale di Elisa, che lo ha scelto personalmente ascoltando la sua musica e annunciandolo nei suoi social.

Gli abbiamo domandato che importanza avesse per lui aprire le danze dei concerti di Elisa, curiosi di scoprire le sue emozioni. In comune hanno Trieste, terra d’origine, e molto altro ancora. Mi ha raccontato: “In Italia non c’è nulla di meglio: è davvero una grande vetrina e una bellissima opportunità per me”. E soprattutto: “Da queste possibilità non voglio solo farmi conoscere: da grandi artisti come Elisa ho molto da imparare”.

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Tuttavia, per Simone Zampieri non è la prima volta. Ma qual è l’esperienza che più lo ha affascinato? E quali i progetti che porterà avanti all’indomani del tour al fianco di Elisa? “L’esperienza più affascinante ed emozionante è stata dare il via al tour di Elisa, il 2 maggio a Bologna. E’ un’esperienza molto interessante e ancora diversa”, rivela. Sui progetti futuri ha detto: “Finisco il tour al fianco di Elisa il 31 maggio, a ottobre inizia il mio. Occuperò un po’ più di palco rispetto a quello a cui sono abituato”.

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