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Mamma e figlia morte per avvelenamento da ricina: gli esiti degli esami su Gianni e Alice Di Vita

Mamma e figlia morte per avvelenamento da ricina: gli esiti degli esami su Gianni e Alice Di Vita

Gli accertamenti effettuati a Berlino su Gianni e Alice Di Vita aggiungono un nuovo tassello all’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara.

Nuovi sviluppi nel giallo di Pietracatella: gli esami effettuati in Germania hanno escluso il contatto con la ricina per Gianni e Alice Di Vita, mentre proseguono gli accertamenti della Procura sulla morte per avvelenamento di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Mamma e figlia avvelenate con la ricina: sequestrati computer e pen drive, proseguono gli interrogatori

Parallelamente agli accertamenti scientifici, le indagini hanno registrato una nuova accelerazione. Dalle indiscrezioni di Sky Tg24, la Procura avrebbe disposto il sequestro a Gianni Di Vita di un computer e dieci pen drive, ora al centro degli approfondimenti investigativi. Dal provvedimento di convalida risulta che l’acquisizione dei dispositivi si inserisce nel procedimento nel quale cinque medici sono indagati per omicidio colposo e lo stesso Di Vita figura come parte offesa.

Resta aperto, inoltre, un secondo filone contro ignoti per duplice omicidio premeditato.

Secondo l’ipotesi degli inquirenti, alcuni dei supporti informatici potrebbero essere stati utilizzati da Antonella Di Ielsi, che collaborava con il marito nella sua attività professionale, e da Sara, soprattutto durante il periodo della didattica a distanza legato alla pandemia. Gli investigatori puntano quindi a verificare l’eventuale presenza di documenti prodotti dalle due vittime o dati relativi alla navigazione online che possano avere attinenza con i fatti oggetto dell’inchiesta.

Nel frattempo, l’attività della Squadra Mobile di Campobasso è proseguita anche durante il ponte di Ferragosto: sono state ascoltate altre persone informate sui fatti, comprese alcune mai convocate in precedenza, mentre la procuratrice Elvira Antonelli ha sentito nuovamente Alice Di Vita.

Mamma e figlia avvelenate con la ricina: gli esiti degli esami su Gianni Di Vita e Alice

Nuovi elementi emergono nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute tra il 27 e il 28 dicembre dopo il ricovero in condizioni gravissime all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Come riportato da Sky Tg24, le analisi effettuate dal Robert Koch Institute di Berlino sul sangue di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, e della figlia maggiore Alice, oggi 18enne, hanno escluso che entrambi siano entrati in contatto con la ricina, la sostanza tossica individuata come causa dell’avvelenamento.

I campioni, prelevati lo scorso 1° luglio, erano stati inviati al centro tedesco su richiesta della Procura di Larino per verificare l’eventuale presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in seguito all’esposizione alla tossina. L’esito negativo conferma quanto già rilevato dal Centro antiveleni di Pavia, dove in precedenza erano stati analizzati anche campioni di Gianni Di Vita senza riscontrare tracce della sostanza. Quel primo accertamento, tuttavia, non era stato ritenuto conclusivo a causa delle modalità di conservazione del sangue. Il coinvolgimento dell’istituto berlinese, considerato un centro di riferimento internazionale nello studio dei veleni, ha permesso di approfondire il punto grazie a tecniche capaci di individuare una possibile esposizione alla ricina anche a distanza di mesi.

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