Continuano le indagini riguardo la morte, avvenuta nel dicembre dello scorso anno, di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte per avvelenamento da ricina. Ora si sta cercando di capire che rapporto c’è tra il marito di Antonella e padre di Sara, Gianni di Vita, e Sara, sua amica di lunga data e insegnante di matematica.
Mamma e figlia avvelenate con la ricina: continuano le indagini
E’ ancora mistero su chi e perché abbia avvelenato con la ricina mamma e figlia a Pietracalla. Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sono morte a fine dicembre del 2025, ma le indagini sono ancora in corso. La Procura di Larino sta infatti cercando di costruire nel dettaglio l’intera vicenda per arrivare finalmente a trovare i responsabili.
Intanto negli ultimi giorni si sta indagando sul rapporto tra Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, e la sua amica di lunga data Sara, insegnante di matematica. Di Vita e l’insegnante sono stati ascoltati negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso come persone informate sui fatti. Il confronto, alla presenza della procuratrice di Larino Elvira Antonelli e del dirigente della Mobile Marco Graziano, è durato sei ore.
Gli investigatori avrebbero deciso di metterli a confronto dopo aver riscontrato divergenze nelle loro precedenti dichiarazioni su alcuni aspetti ritenuti importanti per l’indagine.
Mamma e figlia avvelenate con la ricina: che rapporto c’è tra il padre e l’insegnante?
Alcune voci parlando di una possibile relazione tra Gianni Di Vita e l’insegnate di matematica Sara che, anche se fosse vero, non rappresenta di per sé una prova di responsabilità nell’avvelenamento. Per gli inquirenti, il possibile rapporto avrebbe eventualmente rilevanza solo al fine di ricostruire i rapporti personali all’interno della cerchia familiare e verificare l’eventuale presenza di tensioni o di un possibile movente.
