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Ornella Forastefano, uccisa di botte e morta davanti all'ospedale: spuntano insulti sui social

Ornella Forastefano, uccisa di botte e morta davanti all'ospedale: spuntano insulti sui social

Il caso di femminicidio è arrivato alla vetrina social e la gente ha accusato la vittima di avere la colpa per quanto accaduto, la famiglia ha ribattuto ferocemente chiedendo silenzio e rispetto.

Ornella Forastefano salita alla ribalta della cronaca per essere stata accompagnata in fin di vita di fronte al pronto soccorso di Trebisacce e lasciata morire senza che qualcuno potesse intervenire per tentare di salvarle la vita, una situazione che inizialmente aveva avuto anche il sospetto di attività criminale visto l’ambiente familiare ma che poi è stata scartata.

Il corpo della donna lasciato davanti all’ospedale

La donna era arrivata ormai in fin di vita con evidenti segni di botte in volto, come ha poi evidenziato l’autopsia sul corpo, dinanzi al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce ma nessuno è intervenuto lasciandola di fatto morire da sola.

Un caso di femminicidio che evidenzia ancora una volta come questo tipo di crimini viene commesso da chi è davvero vicino alla vittima e di come spesso e volentieri accade, anche la denuncia è ininfluente se poi non vengono attuate misure per contenere l’aggressore.

Gli insulti social alla donna, la ribellione della figlia

Dopo aver scoperto della morte della donna i social si sono scatenati, i commenti su internet hanno dato torto alla donna dicendo che “se l’è cercata”.

La figlia si è detta disgustata ed ha tramesso tramite Facebook la sua rabbia, chiedendo di non commentare se non si conosce la realtà dei fatti perché sua madre prima di un cognome – aveva legami diretti con il clan mafioso Forastefano – era una donna che ha cresciuto due figli.

Infine come riporta LiberoQuotidiano, ha rivolto un messaggio all’assassino di sua madre – il compagno albanese di 42 anni Elvis Metvelaj – “Spero che in carcere soffrirà così tanto da non riuscire nemmeno a dormire“.

Metvelaji è comparso dinanzi al GIP avvalendosi della facoltà di non rispondere, ora il giudice dovrà decidere se convalidare il fermo o attuare la custodia cautelare in carcere.

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