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Ricerche senza esito per Luigi Cavallari nel lago di Vico: sommozzatori e sonar al lavoro

Ricerche senza esito per Luigi Cavallari nel lago di Vico: sommozzatori e sonar al lavoro

Le ricerche per Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella, continuano nel Lago di Vico dopo che l'uomo è scomparso sabato pomeriggio durante un tuffo dalla barca; sul posto vigili del fuoco, carabinieri e squadre specializzate da Roma, Napoli e Firenze.

Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella, è disperso dopo un bagno nel lago di Vico nel territorio di Ronciglione; le ricerche sono proseguite senza sosta dal pomeriggio di sabato, con sommozzatori e strumentazione sonar in azione. L’allarme è partito dalla stessa ministra quando l’uomo non è riemerso dall’acqua, in un tratto caratterizzato da visibilità ridotta e temperature rigide già a basse profondità.

La vicenda è rilevante per l’impiego esteso di tecnologie subacquee e per il coinvolgimento di numerose unità specializzate coordinate dalla Prefettura di Viterbo. Le operazioni hanno interessato l’area del lago per tutta la notte e nei giorni successivi, con controlli in acque interne difficili e una pianificazione che ha incluso anche scenari di malore in immersione.

Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2026.

Cronologia e dinamica dell’accaduto

Secondo la ricostruzione iniziale, Cavallari si trovava su una piccola imbarcazione in località Fiorò insieme alla moglie quando è entrato in acqua per fare il bagno e non è più riemerso. L’allarme è stato lanciato immediatamente, facendo convergere sul posto i Vigili del fuoco i Carabinieri della stazione di Ronciglione e il personale sanitario del 118.

Le prime immersioni hanno coperto le aree prossime alla barca e i punti ritenuti più critici in base alle correnti e alla morfologia del fondale.

Le ricerche sono partite nel pomeriggio di sabato 27 giugno e sono proseguite ininterrottamente. I primi riscontri in immersione hanno raggiunto circa 15 metri di profondità senza esito. Il quadro operativo è stato aggiornato di ora in ora in base ai risultati delle scansioni e alle condizioni del lago, con estensione graduale del perimetro d’azione.

Forze in campo e tecnologie impiegate

Alle operazioni hanno partecipato sommozzatori da Roma e Napoli con ulteriori operatori specialistici giunti da Firenze. È stato impiegato un ROV (Remotely Operated Vehicle) per esplorare i fondali con telecamere e fari in acque a visibilità quasi nulla, insieme a scanner subacquei e sonde filoguidate. In supporto sono stati utilizzati sistemi sonar per mappare il substrato e identificare eventuali anomalie compatibili con un corpo o con oggetti di rilievo.

Il dispositivo è stato integrato da radar e piccoli robot subacquei per il dettaglio dei rilievi, mentre è atteso un drone sottomarino proveniente da Milano per ampliare la capacità di ricerca in profondità e in aree difficili da raggiungere. L’arrivo di équipe elitrasportate ha garantito interventi rapidi sui punti di maggiore interesse, riducendo i tempi tra la segnalazione strumentale e la verifica in acqua.

Condizioni del lago e avanzamento delle ricerche

Il lago di Vico presenta condizioni particolarmente sfidanti: la visibilità si riduce drasticamente già pochi metri sotto il pelo dell’acqua e la temperatura cala in modo repentino, fattori che complicano le immersioni e la lettura delle immagini acustiche. Le squadre hanno alternato ispezioni subacquee e ricerche a vista, con griglie di copertura progressivamente estese in base alle scansioni sonar e ai riscontri del ROV.

Restano al vaglio più ipotesi, inclusa quella di un possibile malore in acqua fredda. Il tracciamento del fondale ha proceduto per settori, privilegiando prima i corridoi di probabile deriva e le aree con discontinuità morfologiche. Nonostante l’impiego di tecniche avanzate, al momento non sono stati individuati elementi risolutivi e il dispositivo resta operativo compatibilmente con le condizioni meteo e di sicurezza.

Coordinamento istituzionale e reazioni

Il coordinamento è in capo alla Prefettura di Viterbo con il viceprefetto vicario Andrea Nino Caputo impegnato nella direzione delle attività sul campo. La Digos ha seguito gli aspetti investigativi, mentre i vertici provinciali delle forze dell’ordine hanno assicurato il raccordo tra unità a terra e in acqua. La famiglia è stata costantemente informata sull’andamento delle operazioni.

La vicenda ha suscitato ampia reazione pubblica, tra messaggi di solidarietà e polemiche per commenti offensivi apparsi sui social. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha stigmatizzato tali comportamenti, definendoli contrari a un confronto civile. Sul piano personale, Cavallari è un docente universitario nell’ambito dell’architettura e dell’ingegneria delle costruzioni, con un lungo percorso all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara; è sposato con la ministra dal 1976 e ha due figli.

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