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Sea-Watch bloccata per 45 giorni e multata: è scontro tra Piantedosi e l’Ong

Sea-Watch bloccata per 45 giorni e multata: è scontro tra Piantedosi e l’Ong

Sea-Watch 5 fermata per 45 giorni e sanzionata con 7.500 euro di multa: è scontro con Piantedosi, mentre cresce la tensione tra Italia e Germania.

Italia e Germania verso un nuovo confronto sui migranti e sulle Ong tedesche: Piantedosi prepara il vertice di settembre, mentre scattano 45 giorni di fermo e una multa da 7.500 euro per Sea-Watch 5.

Migranti, Piantedosi prepara il confronto con Berlino sulle Ong tedesche

Il tema dei migranti torna al centro dei rapporti tra Italia e Germania, in vista dell’incontro previsto a settembre tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’omologo tedesco Alexander Dobrindt.

Roma punta a collegare la questione dei cosiddetti dublinanti, cioè le persone entrate nell’Unione europea attraverso l’Italia e successivamente trasferitesi in altri Stati, con quella degli sbarchi effettuati dalle Ong battenti bandiera tedesca. Il Viminale parte dal presupposto che a bordo delle navi si applichino legge e giurisdizione dello Stato di bandiera e sostiene quindi che anche la gestione delle richieste di asilo dei migranti soccorsi da imbarcazioni tedesche debba coinvolgere Berlino.

Secondo i dati forniti da Piantedosi, nel 2026 circa 2.200 persone sono state portate in Italia da Ong tedesche. Il ministro vorrebbe utilizzare questa cifra nel negoziato sui trasferimenti, proponendo una sorta di compensazione: alle richieste tedesche di riportare in Italia i dublinanti dovrebbero essere contrapposti gli arrivi nei porti italiani effettuati dalle organizzazioni umanitarie della Germania.

Negli ultimi due mesi sono state presentate 50 richieste di trasferimento, mentre soltanto tre rientri sono stati finora effettuati; il Viminale non ha precisato da quali Paesi siano partite le domande né i tempi previsti.

La questione interessa chi è arrivato in Italia dopo il 12 giugno, con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, per poi spostarsi altrove nell’Ue. Un nuovo quadro sarà fornito dal monitoraggio della Commissione europea del 15 ottobre, dopo che Bruxelles aveva già invitato Roma a rimuovere gli ostacoli ai trasferimenti. Sulla linea del Viminale è intervenuto anche Matteo Salvini, secondo il quale Berlino dovrebbe affrontare prima il tema delle navi a cui concede la propria bandiera. Piantedosi, inoltre, considera la presenza delle Ong un possibile «pull factor» per i flussi irregolari. Resta invece invariato il fronte con la Spagna: dopo la crisi di Ceuta, i controlli italiani nei porti e negli aeroporti legati alla sospensione di Schengen dovrebbero proseguire fino al 31 agosto.

Sea-Watch, stop di 45 giorni e multa da 7.500 euro: scontro tra Piantedosi e l’Ong

Ad alimentare il confronto sulle Ong è arrivato anche un nuovo provvedimento nei confronti della Sea-Watch 5, nave battente bandiera tedesca: le autorità italiane hanno disposto 45 giorni di fermo amministrativo e una sanzione da 7.500 euro per presunte violazioni delle regole sui soccorsi in mare. La contestazione riguarda l’intervento del 13 agosto in acque internazionali, quando l’equipaggio ha soccorso sei persone. Piantedosi ha sostenuto che la nave «non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare», ribadendo che «le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong».

L’imbarcazione sarebbe poi arrivata nel porto di Napoli la sera del 17 agosto, con i sei migranti a bordo, tre dei quali minori stranieri non accompagnati. Come riportato dal Quotidiano Nazionale, di segno opposto la versione di Sea-Watch, che ha spiegato di aver informato l’Italia e gli altri Paesi europei vicini dopo il salvataggio, scegliendo però di non comunicare con il centro di coordinamento libico, definito dall’organizzazione «un’autorità fantoccio». L’Ong sostiene inoltre che uomini riconducibili alle autorità libiche avrebbero puntato un’arma contro l’equipaggio intimandogli di allontanarsi e accusa Italia ed Europa di continuare a dare «legittimità e protezione a questi criminali».

Sea-Watch cita anche i casi di Bija, Almasri e Saddam Haftar e contesta gli accordi stretti con le autorità libiche. Nella sua replica, l’organizzazione denuncia infine il crescente numero di vittime nel Mediterraneo e ricorda i 14 corpi senza vita avvistati nel precedente fine settimana, criticando la scelta di bloccare per 45 giorni «una nave che salva vite in mare».

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