A poco più di due mesi dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti, Donald Trump deve fare i conti con sondaggi sempre più negativi. Il presidente viene bocciato dalla maggioranza degli elettori in 47 Stati su 50, mentre il voto di novembre potrebbe cambiare gli equilibri al Congresso.
L’appello di Trump e la corsa alla Casa Bianca nel 2028
Consapevole dell’importanza della mobilitazione repubblicana, Trump ha chiesto ai suoi sostenitori di comportarsi come se il suo nome fosse sulla scheda elettorale. Durante un comizio in South Carolina ha sottolineato che molti dei suoi elettori tendono a disertare le urne quando lui non è direttamente candidato: «Venite a votare. È importantissimo». Le elezioni di midterm rappresenteranno inoltre il primo passaggio verso la corsa presidenziale del 2028, alla quale Trump non potrà partecipare per un terzo mandato.
Tra i democratici circolano già i nomi di Alexandria Ocasio-Cortez, Gavin Newsom, Pete Buttigieg e Kamala Harris, anche se nessuno ha ufficializzato la candidatura. Sul fronte repubblicano, invece, tra i possibili successori vengono indicati soprattutto J.D. Vance e Marco Rubio. Molto dipenderà anche dal risultato di novembre e dal peso politico che Trump riuscirà a conservare all’interno del suo partito.
Trump perde consensi alla vigilia delle elezioni di midterm
A poco più di due mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump deve fare i conti con un gradimento in calo in gran parte degli Stati Uniti. L’ultima rilevazione realizzata da YouGov e The Economist mostra infatti un saldo negativo per il presidente in 47 Stati su 50. Soltanto Wyoming, Idaho e Virginia continuano a registrare una maggioranza favorevole al suo operato. Un quadro che trova riscontro anche nel sondaggio Reuters del 17 agosto, secondo cui appena un americano su tre approva l’azione dell’amministrazione Trump.
Il voto di novembre rinnoverà tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. Sebbene non riguardi direttamente la presidenza, l’appuntamento viene tradizionalmente considerato un test per il presidente della Casa Bianca. I democratici appaiono al momento competitivi per riconquistare la Camera, mentre al Senato i repubblicani mantengono un leggero vantaggio. Per Trump, perdere uno dei due rami del Congresso significherebbe dover cercare maggiori compromessi con l’opposizione.
