11 settembre: le intercettazioni durante l’attentato alle Torri Gemelle

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11 settembre: le intercettazioni durante l’attentato alle Torri Gemelle

11 settembre: le intercettazioni durante l'attentato alle Torri Gemelle
11 settembre: le intercettazioni durante l'attentato alle Torri Gemelle

Drammatiche sono, ancora oggi, le ultime intercettazioni di chi perse la vita l’11 settembre del 2001 a New York. Ma, proprio su quelle parole, aleggia un mistero ben più grande.

Furono ben 4 i voli dirottati quella “maledetta mattina” dell’11 settembre 2001. Nonostante molte pellicole abbiano ripercorso quel tragico giorno, restano molti gli enigmi ed i misteri legati all’attacco all’Occidente più devastante. Come saprete, avendo letto blog o quotidiani, sono moltissimi coloro che mettono in discussione le tesi ufficiali sull’11 settembre, e non a torto.

La prima criticità su quella mattina infausta riguarda proprio i famosi passeggeri dei 4 voli dirottati. Non esisterebbe, infatti, alcuna lista con i nomi dei passeggeri a bordo di quei voli. Le vittime che ogni anno vengono ricordate, infatti, sono quelle decedute nelle torri cadute. Come può essere possibile ciò? Non esistono inoltre filmati con i volti dei passeggeri al momento dell’imbarco e neanche dei terroristi.

Queste lacune hanno portato molti a pensare che l’11 settembre fu tutta una bufala ben architettata, tuttavia delle vittime innocenti ci sono e sono quelle che non hanno ricevuto aiuto della Torre Nord e Sud.

Secondo la tesi cospirazionista, infatti, le uniche intercettazioni “reali” sarebbero quelle di coloro che si trovavano nelle torri e non sono sopravvissuti all’inferno di fuoco come Melissa che, al 911, disse: «Sono Melissa. Il pavimento è bollente. Non trovo l’ uscita. Sto per morire. Voglio parlare con la mamma». Racconti di terrore e di paura di persone convinte che, ai piani alti delle torri, qualcuno sarebbe venuto a prenderli. Ma ciò non avvenne. Nonostante una scala fosse ancora agibile, nessuno disse a quelle persone di mettersi in salvo. Pochissimi si salvarono quel giorno. Più di 2000 persone perirono tra le fiamme. E questo, purtroppo, rimane l’unico punto vero e fermo dell’11 settembre 2001.

Storie di dolore e disperazione che ritraggono gli ultimi momenti, quelli in cui la sensazione di non farcela invade le membra, ripercorse nelle intercettazioni tragiche di chi in quelle torri ha perso la vita: «Siamo sulle scale del 82° piano.

Le porte sono bloccate. Qualcuno venga ad aprire le porte». Alcuni chiamano la famiglia per rassicurarla, mentono e forse sanno che non faranno mai ritorno a casa: «Ti telefono perché non voglio che ti preoccupi quando sentirai cos’ è successo. Un aereo è caduto sulla nostra Torre. Non agitarti, sto bene. Stiamo evacuando l’ edificio. Devo andare».

intercettazioni

Sulle telefonate partite dai voli di linea dirottati quel giorno, invece, è stato girato persino un film. Ma, per anni, la questione ha ruotato attorno ad un enigma: come si poteva nel 2001 telefonare da una tale quota col cellulare? Per anni le versioni dei testimoni sono state discordanti. I tabulati dei cellulari, infatti, non registrano movimenti nel lasso di tempo precedente agli impatti. Poi, si arrivò ad una versione di comodo. I passeggeri avrebbero telefonato ai parenti o l’equipaggio avrebbe avvertito i numeri di emergenza dai telefoni di bordo. Ecco una delle drammatiche telefonate di quella mattina: «Ascoltami, mi devi ascoltare molto attentamente.

Sono su un aereo. E’ stato dirottato. Ti amo tanto. Di’ ai miei figli che li amo tanto».

11 settembre: le intercettazioni durante l'attentato alle Torri Gemelle

Non sono solo queste, ovviamente, le criticità che mettono in dubbio la versione ufficiale dell’11 settembre. Cercando su Google, si scopre che un quesito ricorrente è: “Dove sono finiti i passeggeri dell’11 settembre?”. Non furono mai rinvenuti i corpi dei passeggeri. Neanche di quelli presenti sull’aereo che si schiantò sul Pentagono. Uno squarcio, secondo gli esperti, ben più piccolo dell’apertura alare di un Boeing. Non esistono, inoltre, riprese dello schianto. Stranamente tutte le telecamere attorno al Pentagono erano guaste quel giorno.

Ciò che davvero accadde l’11 settembre 2001 resta, purtroppo, un mistero che, anno dopo anno, addolora le famiglie delle vittime. Ma una cosa resta certa: il dolore di chi, senza una ragione o per ovvie ragioni, quel giorno, apparentemente come molti altri, ha perso la vita. Coloro i quali, prima di andarsene, hanno deciso di lasciare un messaggio di amore ai cari che non avrebbero mai più visto, mai più abbracciato.

Intercettazioni di dolore, rabbia, panico, ultimi istanti di vita.

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