Il caso di Maricarmen Abascal una donna di 87 anni sfrattata da un appartamento di Madrid, ha acceso le proteste in tutta la Spagna. Migliaia di cittadini hanno occupato le strade, chiedendo misure urgenti per l’emergenza abitativa. La vicenda è rapidamente passata dall’essere una denuncia locale a un tema centrale del dibattito parlamentare, spingendo il governo a valutare una risposta più incisiva.
Ele elezioni anticipate per il 29 novembre: la decisione di Sanchez
Nel fine settimana, Pedro Sanchez ha convocato il Consiglio dei ministri, ha informato il Re Felipe VI e ha annunciato lo scioglimento anticipato delle Cortes. La data fissata, 29 novembre anticipa di nove mesi la scadenza naturale della legislatura, inserendo la Spagna in un intenso ciclo elettorale europeo che vede anche Francia, Italia e Polonia a pochi mesi dal voto.
In un discorso istituzionale, Sanchez ha definito la mossa un “cauto rischio” per ottenere una maggioranza progressista più ampia e superare le ostilità che hanno caratterizzato l’attuale legislatura.
Il blocco dei decreti sull’emergenza abitativa
Chi ha votato contro e quali misure erano in gioco
Il provvedimento più controverso era costituito da due decreti: uno per istituire uno scudo contro gli sfratti e un altro per introdurre il rinnovo automatico dei contratti di locazione.
Venerdì scorso, il Parlamento ha registrato un nullaosta guidato dal Partito Popolare (PP), da Vox e dai sette deputati di Junts per Catalunya. L’esito ha lasciato il governo di minoranza Psoe-Sumar senza gli strumenti promessi per arginare la crisi abitativa, fornendo la spinta decisiva per la scelta di indurre le elezioni.
Reazioni politiche e prospettive di voto
Le posizioni di PP, Vox, Junts e della sinistra
Alberto Núñez Feijóo, leader del PP, ha accolto la notizia con un “¡Por fin!”. Santiago Abascal, alla guida di Vox, ha invece rimarcato la necessità di condizioni per un eventuale governo di coalizione di destra. Dall’altro lato, i gruppi di sinistra – Sumar, Izquierda Unida, Más Madrid e los Comunes – stanno ancora cercando di definire una candidatura unica, mentre Podemos ha proposto primarie interne il 14 e 15 ottobre. I sondaggi mostrano un pareggio tra PP e PSOE, con la destra completa (PP + Vox + Junts) che potrebbe superare la maggioranza assoluta se mantengono l’attuale alleanza.
Il movimento di piazza e la risposta sindacale
Le proteste non si sono fermate con l’annuncio elettorale. A Puerta del Sol la manifestazione per la casa continua a crescere, organizzata dal sindacato de Inquilinas. Parallelamente, le principali organizzazioni sindacali – Comisiones Obreras (CCOO) e Unión General de Trabajadores (UGT) – hanno convocato uno sciopero generale di 24 ore in autunno, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla questione abitativa indipendentemente dal calendario elettorale. Il sindacato ha dichiarato che la lotta “non attenderà nessun segnale politico” e seguirà con ulteriori azioni di pressione.
