> > Forza Italia, dubbi sul bis di Schifani: telefonata ad alta tensione con Tajani

Forza Italia, dubbi sul bis di Schifani: telefonata ad alta tensione con Tajani

Forza Italia, dubbi sul bis di Schifani: telefonata ad alta tensione con Tajani

Tensione ai vertici di Forza Italia in Sicilia dopo lo scontro tra Schifani e Minardo: il governatore si confronta con Tajani e valuta le prossime mosse, mentre resta incerto il suo futuro alle Regionali 2027.

Tensione alle stelle in Forza Italia in Sicilia, dove lo scontro tra il governatore Renato Schifani e il commissario regionale Nino Minardo rischia di aprire una vera crisi politica. Dopo le dichiarazioni di Minardo sulla necessità di una “nuova fase politica”, Schifani ha riunito i suoi fedelissimi e avuto un confronto telefonico dai toni molto forti con Antonio Tajani.

Sullo sfondo resta il nodo della ricandidatura alle Regionali del 2027 e l’ipotesi, sempre più concreta, di dimissioni anticipate.

Forza Italia nel caos in Sicilia, scontro Schifani-Tajani: cosa sta succedendo

Sale la tensione all’interno di Forza Italia in Sicilia dopo lo scontro tra il presidente della Regione Renato Schifani e il commissario regionale del partito Nino Minardo.

Secondo quanto riferito all’ANSA, nella serata del 6 ottobre ci sarebbe stato un confronto telefonico dai toni particolarmente accesi tra Schifani e il leader nazionale azzurro Antonio Tajani. Al centro della conversazione, il malcontento del governatore per le parole di Minardo, che aveva indicato l’esigenza di aprire “una nuova fase politica” all’interno del partito nell’Isola.

Una presa di posizione arrivata dopo l’ennesima vicenda giudiziaria che ha coinvolto un esponente vicino all’amministrazione regionale e che, secondo le ricostruzioni, avrebbe contribuito ad alimentare i dubbi sulla permanenza di Schifani come candidato del centrodestra alle prossime Regionali.

Come riportato da Live Sicilia, prima del confronto con Tajani, il presidente siciliano aveva convocato a Palazzo d’Orleans i suoi collaboratori più stretti e i deputati regionali forzisti a lui più vicini. Una riunione riservata durante la quale sarebbe stata valutata anche l’ipotesi di un passo indietro anticipato. Schifani, nel pomeriggio, aveva infatti rotto il silenzio sulle dichiarazioni di Minardo, affermando: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”. Parole che hanno immediatamente alimentato l’ipotesi di dimissioni. Se il governatore dovesse realmente lasciare l’incarico, la conseguenza sarebbe lo scioglimento dell’Assemblea regionale siciliana e il possibile ritorno anticipato alle urne.

Schifani verso le Regionali 2027, dubbi sulla ricandidatura dopo il caso Armao

A rendere ancora più complicato il quadro è soprattutto il tema della ricandidatura di Schifani alle elezioni regionali del 2027. Il presidente avrebbe continuato a considerare il proprio bis come un esito naturale del percorso iniziato nel 2022, ricordando anche il sostegno ricevuto all’epoca da Silvio Berlusconi, che personalmente gli aveva chiesto di scendere in campo per la presidenza della Sicilia. A Roma, però, l’orientamento sarebbe progressivamente cambiato. Secondo le ricostruzioni, come riportato da Palermo Today, nei vertici nazionali di Forza Italia sarebbero aumentate le perplessità sulla possibilità di confermare Schifani come candidato, anche alla luce delle conseguenze politiche dell’inchiesta che ha coinvolto Gaetano Armao.

L’ex presidente della Commissione tecnico-scientifica regionale ed ex consigliere giuridico di Schifani pare sia finito al centro di un’indagine della Procura di Palermo con un’ipotesi di corruzione. Nei suoi confronti sarebbe stata avanzata una richiesta di arresto e le immagini registrate dagli investigatori, nelle quali comparirebbe mentre riceve denaro ritenuto riconducibile a presunte tangenti, hanno aumentato le preoccupazioni all’interno del partito. Armao si era dimesso dall’incarico di consigliere giuridico del governatore dopo l’esplosione dell’inchiesta. La vicenda sarebbe stata affrontata anche durante il confronto tra Schifani e Tajani, contribuendo a rendere ancora più delicata la discussione sul futuro della Regione e sulla candidatura del 2027.

Nel frattempo, Forza Italia starebbe prendendo in considerazione anche possibili alternative per Palazzo d’Orleans. Tra i nomi circolati figurano lo stesso Nino Minardo e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, mentre da Roma sarebbe stata valutata anche l’ipotesi di un’uscita concordata di Schifani dalla presidenza, con un possibile ritorno al Senato. Al momento, però, nessuna soluzione appare definita.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app