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Milano approva l'uso permanente del taser: cosa cambia per pattuglie e controlli

Milano approva l'uso permanente del taser: cosa cambia per pattuglie e controlli

Il Comune di Milano ha deciso di dotare la polizia locale del taser dopo una sperimentazione di sei mesi. Il provvedimento, approvato in Consiglio comunale, include emendamenti su pattuglie serali e notturne, presidi per la movida e una relazione del comandante dopo 12 mesi; il voto in aula ha registrato 24 favorevoli, 6 contrari e alcune astensioni.

Il Consiglio comunale di Milano ha definitivamente approvato la modifica dell’ordinamento della polizia Locale che consente l’introduzione in dotazione del taser a seguito di una sperimentazione durata sei mesi conclusa a gennaio. La decisione è arrivata dopo un dibattito che ha portato all’approvazione di diversi emendamenti, mirati a definire paletti operativi, garanzie e monitoraggi dell’utilizzo dello strumento.

Il voto in aula e le posizioni dei consiglieri

La votazione in Palazzo Marino ha registrato 24 voti a favore e 6 contrari: tra i contrari figurano i consiglieri Tommaso GoriniFrancesca Cucchiara e Michele Sacerdoti per i Verdi, il consigliere del gruppo misto Enrico Fedrighini e due esponenti del Pd, Federico Bottelli e Monica Romano. Nel Pd si sono inoltre registrate due astensioni, di Angelo Turco e Natascia Tosoni.

Il percorso del provvedimento in aula è stato definito faticoso, descritto da più d’uno come un vero “parto” per le difficoltà nel trovare la formulazione ritenuta “perfetta“.

Emendamenti approvati: aumentare le pattuglie e presidi nelle aree della movida

Tra gli emendamenti accolti c’è quello che fissa un minimo di unità operative nelle ore serali e notturne: il numero di pattuglie è stato stabilito in 25 per il turno serale e 20 per quello notturno.

L’intento dichiarato è aumentare la presenza sul territorio dove, secondo la relazione del comandante, i casi che potrebbero richiedere l’uso del taser si verificano con maggiore frequenza.

Un altro emendamento approvato prevede l’istituzione di presidi fissi di polizia locale nelle zone della movida individuati dal comandante del corpo in raccordo con la commissione sicurezza. La scelta dei presidi è motivata anche dalle linee guida dell’ATS che richiedono attenzioni particolari nelle aree caratterizzate da forte presenza di locali e assembramenti, dove l’utilizzo del taser potrebbe essere limitato o soggetto a specifiche prescrizioni.

Formazione e contesto operativo

I corsi di formazione per l’uso del taser saranno disciplinati separatamente e previsti per il personale della polizia locale: la delibera specifica che le attività formative saranno incluse in un atto distinto, rivolto a tutti i dipendenti comunali interessati. Il tema della formazione era stato al centro delle contestazioni sindacali durante la fase sperimentale; l’intenzione dell’amministrazione è chiarire competenze e protocolli prima della diffusione dello strumento.

Monitoraggio dopo 12 mesi e attenzione alle categorie fragili

Un vincolo ritenuto fondamentale dai promotori del provvedimento stabilisce che, dopo 12 mesi dall’entrata in uso del taser, il comandante della Polizia Locale presenti una relazione al sindaco sui risultati concreti ottenuti. Il sindaco acquisirà altresì dall’ATS i dati sugli effetti dell’uso del taser su categorie considerate vulnerabili, come donne in gravidanza, persone con dipendenze, minorenni e altri soggetti a rischio.

La richiesta di un rendiconto annuale è motivata da chi ritiene che la sperimentazione iniziale di sei mesi non abbia fornito elementi sufficienti per valutare pienamente limiti e potenzialità dello strumento, un punto che ha suscitato dibattito anche all’interno della maggioranza. Il consigliere Michele Albiani presidente della commissione Sicurezza, ha sottolineato che va evitata ogni responsabilità in caso di esiti drammatici, osservando che sarebbe grave se dovesse morire qualcuno e chiedendo in proposito di prolungare la sperimentazione per ulteriori 12 mesi.

Ulteriori misure e esclusioni dalla delibera

Non è stato inserito nella delibera un ordine sui controlli sistematici ai negozi che vendono coltelli, scacciacani o dispositivi simil-taser; quella proposta diventerà un ordine del giorno separato. Le misure approvate restano comunque vincolanti sul piano operativo, perché definiscono modalità di impiego, presenze sul territorio e i criteri per la verifica degli effetti sanitari e sociali.

Nel complesso, la decisione del Comune segna l’avvio di una nuova fase per la sicurezza urbana a Milano: il passaggio da una fase sperimentale a una dotazione permanente avviene con paletti di monitoraggio e un aumento della presenza notturna della polizia locale, elementi che dovranno essere verificati nella relazione del comandante e nei dati raccolti dall’ATS nei successivi 12 mesi.

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