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Vittorio Sgarbi ricoverato, Evelina denuncia presunte negligenze: esposto in Procura

Vittorio Sgarbi ricoverato, Evelina denuncia presunte negligenze: esposto in Procura

Evelina Sgarbi denuncia presunte negligenze nella gestione della salute del padre e punta il dito contro Sabrina Colle: nel mirino i soccorsi e gli impegni pubblici prima del ricovero.

Evelina Sgarbi ha presentato un esposto in Procura per fare chiarezza sulle condizioni di salute del padre Vittorio e sulla gestione del suo patrimonio, puntando il dito contro Sabrina Colle e le persone a lui vicine. Al centro della denuncia, i presunti ritardi nei soccorsi e gli impegni pubblici a cui il critico d’arte sarebbe stato sottoposto nonostante le sue condizioni.

Le accuse della figlia Evelina a Verissimo e la replica della famiglia

Le preoccupazioni di Evelina sono emerse anche durante la sua partecipazione a Verissimo, nella puntata del 10 ottobre. Nel corso dell’intervista con Silvia Toffanin, la giovane ha raccontato di aver ottenuto le cartelle cliniche del padre dopo mesi di insistenze, sostenendo che la depressione non sarebbe l’unico problema da considerare.

«La depressione è l’ultimo dei problemi, ci sono delle patologie organiche gravi», ha dichiarato, citando tra le condizioni riportate nella documentazione medica anche la demenza senile e una trombosi della vena succlavia, che avrebbe provocato ischemie cerebrali. Evelina ha inoltre contestato le tempistiche del ricovero, affermando: «C’è una negligenza totale, l’hanno ricoverato troppo tardi», e ha riferito che il padre avrebbe mostrato evidenti difficoltà fisiche già nei giorni precedenti.

La famiglia, dal canto suo, ha richiamato una precedente decisione della giudice tutelare, sottolineando che il provvedimento avrebbe riconosciuto la piena capacità cognitiva di Vittorio Sgarbi nella gestione della vita quotidiana, della salute e del patrimonio ordinario. «Nessun dubbio può sussistere in merito alla capacità del beneficiando di gestirsi in tutto ciò che concerne gli atti quotidiani e di ordinaria gestione della propria salute e del proprio patrimonio», si legge nella nota.

Anche Eugenio Lio, compagno di Elisabetta Sgarbi, aveva respinto le critiche sulla gestione dell’emergenza, sostenendo che «la febbre è iniziata il 29 e il ricovero è avvenuto la mattina del 30, l’assistenza medica è stata tempestiva».

Sgarbi, la figlia Evelina deposita esposto in Procura: “Ritardo nei soccorsi e circonvenzione di incapace”

La vicenda legata alle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi si sposta sul piano giudiziario. Come riportato da Fanpage, la figlia Evelina Sgarbi ha depositato un esposto in Procura, assistita dall’avvocato Lorenzo Iacobbi, per chiedere accertamenti sulla gestione sanitaria e patrimoniale del critico d’arte. Nel mirino sarebbero finiti Sabrina Colle, compagna del professore, e le persone che gli sarebbero state vicine negli ultimi mesi. L’iniziativa arriva dopo il ricovero d’urgenza del 30 settembre 2026 al Policlinico Gemelli di Roma, dove Sgarbi è stato trasferito in terapia intensiva per una grave insufficienza respiratoria. Secondo quanto contestato nell’atto, le condizioni del critico sarebbero state sottovalutate nonostante un quadro clinico particolarmente delicato e la presenza di numerose patologie.

L’avvocato Iacobbi ha spiegato a Fanpage che l’esposto intende sottoporre all’attenzione dell’autorità giudiziaria possibili profili penali, tra cui «l’ipotesi di circonvenzione di persona incapace e di abbandono di persona bisognosa di cure». Tra gli aspetti da chiarire figurerebbe anche il presunto ritardo nell’attivazione dei soccorsi domiciliari. Il documento richiama, inoltre, la presunta esposizione del critico d’arte a «un calendario esasperato e logorante di trasferte ed eventi pubblici» fino a poco prima del ricovero.

Le accuse contenute nell’esposto dovranno essere verificate e non costituiscono, allo stato, responsabilità accertate. Intanto, la vicenda continua ad alimentare il confronto tra i familiari, mentre restano al centro dell’attenzione le condizioni di salute del critico d’arte.

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