Due violente scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela, provocando una grave emergenza nazionale. Tra vittime, dispersi e ingenti danni alle infrastrutture, il Paese affronta una difficile fase di soccorsi, mentre la comunità internazionale si mobilita per sostenere le operazioni di ricerca e assistenza. Ecco gli ultimi aggiornamenti.
Aiuti internazionali e soccorsi: il mondo si mobilita per il terremoto in Venezuela
Di fronte alla gravità della situazione, cresce la mobilitazione internazionale per sostenere il Venezuela nelle operazioni di emergenza. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato l’arrivo di squadre di soccorso straniere specializzate, impegnate nelle attività di ricerca tra le macerie. I gruppi di intervento, coordinati dalle Nazioni Unite, stanno raggiungendo il territorio venezuelano per collaborare con i soccorritori locali e aumentare le possibilità di individuare persone ancora vive sotto gli edifici crollati.
Tra le storie che hanno acceso una speranza in mezzo alla tragedia c’è anche quella di un neonato estratto vivo dalle macerie, un episodio che ha dato nuovo impulso alle operazioni di recupero. Una donna, invece, è stata estratta viva dalle macerie 24 ore dopo la devastante scossa.
Nel frattempo, autorità e volontari continuano a lavorare nelle zone più devastate, dove il numero dei dispersi resta elevato.
Anche Leone XIV ha voluto offrire un sostegno concreto alla popolazione colpita: attraverso l’Elemosineria Apostolica è stato destinato un primo contributo economico di 100mila euro per far fronte alle necessità più urgenti. La comunità internazionale sta dunque intensificando gli interventi per aiutare il Venezuela in una delle emergenze più gravi degli ultimi anni, mentre proseguono le ricerche di chi ancora manca all’appello.
Terremoto in Venezuela: sale il bilancio delle vittime, tra i morti anche un cittadino italo-venezuelano
Il bilancio della doppia forte scossa di terremoto che ha colpito il Venezuela continua ad aggravarsi: secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute di Caracas, le vittime accertate sarebbero almeno 235, mentre oltre 1.500 persone risultano ferite. Migliaia di cittadini sono ancora dispersi e i soccorritori stanno lavorando senza sosta tra edifici crollati e strutture danneggiate alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Le scosse, di magnitudo 7.5 e 7.0, hanno provocato devastazioni in diverse aree del Paese, coinvolgendo anche la capitale Caracas e causando gravi danni a ospedali, infrastrutture e abitazioni.
Tra le vittime confermate figura anche un cittadino con doppia nazionalità italiana e venezuelana. La Farnesina ha reso noto che si tratta di una persona nata a Caracas nel 1970, con legami familiari in Italia, deceduta dopo il crollo di un edificio nella zona di La Guaira, una delle aree maggiormente colpite dal sisma. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che l’Unità di crisi italiana è attiva per assistere le famiglie e verificare la situazione dei connazionali presenti nel Paese: “Speriamo che non ci siano italiani coinvolti”, ha dichiarato, ricordando però la presenza di una numerosa comunità italiana in Venezuela.
Il responsabile dell’Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minasi, ha sottolineato che nel Paese vivono oltre 140mila italiani, di cui più di 65mila nella sola Caracas. “La Guaira, una delle aree di Caracas, è stata tra le più colpite. È proprio lì che stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono”, ha affermato, spiegando che sono in corso controlli e verifiche insieme al consolato generale e all’ambasciata italiana.
