Le vacanze-studio sono sin dal loro debutto un ottimo modo per continuare il proprio percorso di studio in un’altra parte del mondo conoscendo nuove persone ed ampliando la propria capacità di apprendimento di una lingua estera analizzando e vivendo in pieno il contesto di una cultura diversa dalla propria.
Il bagaglio finale è altissimo e rappresenta un boost per la vita.
Si cerca un’alternativa per continuare a far sognare i ragazzi
L’impegno dei genitori è legato a voler far vivere ai ragazzi questo tipo di esperienze anche se vuol dire reinventarsi e reinvestire denaro dopo che la fiducia è stata tradita.
I ragazzi stessi hanno perso fiducia nel mondo e nelle realtà che svolgono questo lavoro di vacanze-studio ed esperienze culturali da decenni e quindi dovrebbero essere in grado di svolgerlo al meglio.
Per poterlo fare bisogna cercare in breve tempo, prima che cominci l’anno scolastico un’altra destinazione che permetta di vivere la medesima esperienza seppur in un contesto diverso.
66 famiglie rovinate da un’agenzia poco seria
L’evento è salito alla ribalta complice il numero elevato di famiglie che hanno sporto denuncia nei confronti di un’agenzia che offriva da anni esperienze di vacanze studio negli Stati Uniti.
I genitori avevano organizzato tutto alla fine dell’anno scolastico così da garantire l’inizio del nuovo anno all’estero per esperienze che durano anche 6 mesi.
Nel mese di giugno però la doccia gelata: l’agenzia BEC Italia, alla quale si erano appoggiati ha annunciato chiusura andando in liquidazione.
Il problema è che si è presa la caparra ed in alcuni casi la prima rata del viaggio in USA garantito ai ragazzi, come riporta il Corriere della Sera, si parla di cifre che vanno dai 15 ai 30 mila euro.
Per alcune famiglie il disguido ha permesso di trovare altre destinazioni, un ragazzo andrà in Nuova Zelanda, ma tutte sperano di riuscire a riavere indietro i soldi, anche se non sarà facile.
Il motivo? Il viaggio all’estero è considerato uno scambio culturale e se l’azienda che l’organizza fallisce non è possibile avere il rimborso. Fino al 2016 vi era un fondo di garanzia del Ministero del Turismo che tutelava contro il fallimento dei tour operator.
La speranza è che vista la diffusione di questa tipologia di esperienze potrà esserci un cambiamento legislativo in merito.
