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L’opinione di Fabrizio Capecelatro

Coronavirus, noi italiani siamo meglio di quanto pensassimo

L'emergenza Coronavirus sta dimostrando, soprattutto a noi stessi, che noi italiani siamo meglio di quanto pensassimo.

Bandiera italia Coronavirus
Bandiera italia Coronavirus

Ci ho pensato mentre – quasi invano – cercavo di guardare dalla finestra uno dei tanti flash mob contro il Coronavirus: quest’emergenza sta dimostrando, soprattutto a noi stessi, che noi italiani siamo meglio di quanto pensassimo.

Sono meglio di quanto pensassimo i nostri medici, che da settimane stanno lavorando ininterrottamente per cercare di salvare quante più vite umane e di cui, fino a qualche giorno fa, ci lamentavamo per i tempi di attesa per una visita, perché cercavano di dirottarci verso le cliniche private con cui collaborano o di riceverci nei loro studi privati. Ci lamentavamo di una Sanità fatta di baroni e professoroni e abbiamo riscoperto una Sanità fatta di persone ancora fedeli al giuramento di Ippocrate.

Sono meglio di quanto pensassimo i nostri poliziotti che, quando li chiamiamo ci sembra non rispondano mai e siamo convinti di vedere le loro volanti sempre ferme fuori a qualche bar, e invece in questi giorni stanno rimandando a casa qualche stronzo che ancora non ha capito che circolare non è un rischio solo per se stessi ma soprattutto per gli altri e qualche anziano che, per troppa solitudine, ancora si va a sedere sulla sua panchina in piazza.

Sono meglio di quanto pensassimo i nostri docenti, di ogni ordine e grado, che pur di continuare a trasmettere ai loro studenti un po’ del loro sapere si stanno scervellando, seppur non sempre giovanissimi, con tecnologie che gli permettono di fare lezioni e perfino sedute di laurea da remoto.

Sono meglio, meno inconcludenti e strafottenti, di quanto si dicesse in giro i nostri giovani, che si stanno rendendo disponibili – a titolo gratuito – ad andare a fare la spesa, a portare fuori il cane per gli anziani del palazzo, per evitare di far uscire loro che sono più a rischio.

Ragazze si offrono di fare la spesa

Sono meglio i commessi dei supermercati, che spesso ci sembrano scortesi e maleducati e ora continuano ad andare a lavorare per garantire a tutti l’accesso ai generi di prima necessità e con diligenza si stanno preoccupando di far rispettare le distanze all’interno dei negozi. Sono meglio i tabaccai, che stanno evitando ai fumatori di impazzire. Gli autisti dei mezzi pubblici che, rischiando, permettono a coloro che sono costretti ad andare a lavorare di farlo, così come i camionisti che continuano a viaggiare pur di garantire la circolazione dei beni di prima necessità. È meglio quel macellaio che ha scritto in un gruppo Facebook di quartiere che farà personalmente le consegne a domicilio, per evitare alle persone di dover uscire da casa.

Fila al supermercato

Siamo meglio perfino noi giornalisti, sempre accusati di rincorrere quel click necessario per farci continuare a fare il nostro lavoro e che forse (ammettiamolo) lo stiamo facendo anche ora, ma intanto stiamo lavorando da settimane, giorno e notte, per dare ai nostri lettori tutte le notizie di cui necessitano per essere messi in guardia, rassicurati, informati, coinvolti. E che sui social ci prendiamo gli insulti, frutto della vostra paura, ma non per questo smettiamo poi di scrivere quelle notizie che voi poi leggete.

Sono meglio addirittura i nostri politici, corrotti, ladri, incapaci, attaccati alla poltrona ma che ora stanno gestendo un’emergenza unica e inaspettata come meglio possono. Probabilmente avrebbero potuto farlo diversamente, con maggiore tempestività e minore intercettezza, ma la verità è che nessuno (a parte i cinesi che già ci sono passati e infatti sono venuti ad aiutarci) può sapere come si gestisce questa situazione. Perfino quell’uomo piccolo piccolo, che è diventato Presidente del Consiglio quasi per caso e pur di continuare a farlo ha lasciato donne e bambini in mare, salvo poi dire che era sbagliato quando è cambiato lo scenario politico, ora sembra un gigante di fronte a questa emergenza. Ma d’altronde, forse, neanche Winston Churchill sarebbe diventato l’esempio di Statista che è oggi, se non si fosse trovato a gestire la seconda guerra mondiale.

Coronavirus Giuseppe Conte

Sono meglio i cittadini italiani e gli immigrati in Italia, quelli che se possono stanno chiusi in casa, e che dai loro balconi cantano, suonano e sbattono le pentole per farsi compagnia, per darsi coraggio, per riscoprire di essere italiani e che noi italiani siamo meglio di quello che noi stessi, troppo spesso, pensiamo.

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".


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dellelmodiscipio
14 Marzo 2020 21:28

Ogni essere umano (ma anche molti altri animali) migliora quando gli altri gli dimostrano simpatia. Il problema sta nel diffuso pregiudizio che GLI ITALIANI siano una massa di stronzi incapaci di agire bene.


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Fabrizio Capecelatro

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".

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