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Alluvione Nepal, il ghiacciaio collassa e scatena la piena: oltre 1.300 dispersi e 165 morti

Alluvione Nepal, il ghiacciaio collassa e scatena la piena: oltre 1.300 dispersi e 165 morti

L’alluvione tra Nepal e Tibet avrebbe avuto origine dal collasso di un ghiacciaio: ultimo bilancio di 165 morti e oltre 1.300 dispersi.

Una catastrofe naturale di enormi proporzioni ha colpito la regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet. L’alluvione ha investito diverse aree, provocando un bilancio pesantissimo che continua a essere aggiornato mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso. Nelle ultime ore sono emersi anche nuovi elementi sull’origine del disastro e sui possibili rischi per le zone a valle.

Oltre 1.300 dispersi e 165 morti tra Nepal e Tibet: centinaia di turisti irreperibili

Sul versante nepalese sono stati recuperati 165 corpi, mentre oltre 800 persone risultano ancora disperse. Tra gli irreperibili figurano centinaia di turisti nepalesi e stranieri, residenti delle zone maggiormente colpite e 85 membri delle forze di sicurezza.

I corpi sono stati rinvenuti in diversi distretti attraversati dalla piena, tra cui Chitwan, Dhading, Nawalparasi, Gorkha, Nuwakot, Tanahun e Rasuwa. Almeno 104 persone sono state tratte in salvo, soprattutto nelle aree di Rasuwa, Nuwakot e Dhading, mentre le squadre di emergenza continuano a setacciare il territorio. Drammatico anche il quadro in Tibet, dove le autorità cinesi hanno comunicato tre morti e 558 dispersi.

Complessivamente, considerando i dati diffusi sui due versanti del confine, le persone di cui non si hanno notizie sono oltre 1.300.

La presenza di numerosi stranieri rende particolarmente delicata la situazione in una regione frequentata ogni anno da escursionisti e alpinisti diretti verso le grandi vette himalayane, compreso l’Everest.

Il collasso del ghiacciaio all’origine dell’alluvione in Nepal

A fornire nuovi elementi sulle cause è stato l’Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs). Quello che inizialmente era stato registrato come un terremoto sarebbe stato in realtà il segnale prodotto dal collasso di un ghiacciaio e dalla successiva colata di detriti. Le analisi delle onde sismiche e delle immagini satellitari avrebbero infatti escluso un vero sisma, individuando invece “un crollo glaciale e una colata di detriti” con “impatti catastrofici a valle“.

Lo scenario potrebbe essere riconducibile a un Glof (Glacial Lake Outburst Flood), fenomeno caratterizzato dall’improvvisa fuoriuscita di enormi quantità d’acqua da un lago glaciale. L’ICIMOD ha inoltre avvertito del possibile rischio di una seconda piena: i detriti potrebbero aver ostruito alcuni punti del fiume Trishuli, creando sbarramenti naturali instabili che, in caso di cedimento, potrebbero liberare una nuova massa d’acqua verso valle.

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