Folle e geniale: Vincenzo Gemito al Museo Pignatelli

Napoli

Folle e geniale: Vincenzo Gemito al Museo Pignatelli

Genio e follia: il binomio più “classico” della figura dell’artista prese, alla metà dell ‘800, le fattezze di Vincenzo Gemito, pittore e scultore napoletano. A partire da domani fino al 5 luglio, il Museo Pignatelli dedica un’ampia retrospettiva a uno dei maggiori artisti dell’Ottocento, che dai bassifondi del capoluogo partenopeo arrivò presto ad una fama prima nazionale, poi europea, fino a lavorare per l’Esposizione Universale del 1878.
Un vero e proprio “scugnizzo dell’arte”, Vincenzo Gemito, che passò i primi anni della sua vita nell’orfanotrofio dell’Annunziata. Lì, gli fu assegnato l’appellattivo di “Genito”. Anni dopo, il giovane pittore tramutò la ‘n’ in ‘m’, assumendo il cognome che lo rese famoso. Al museo Pignatelli saranno esposte circa duecento opere, tra cui ottanta disegni. Veranno ripercorse anche le attività minori dell’artista, come quella della lavorazione – che in tarda età divenne quasi un’ossessione – dei metalli preziosi. Le sculture, invece, colpiscono per la modernità dello stile che, scevro da rigidi canoni accademici, si avvicina ora al verismo ora ad un desiderio di sperimentazione tipica del ‘900.
Nell’arte grafica invece, Gemito mantenne toni più classici, approfondendoli all fine della sua carriera.

In quegli anni, la pazzia ormai connotava la vita quotidiana dell’artista, costretto più volte al ricovero in maniconio: il fragile equilibro che lega genio e follia si era ormai spezzato.

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