Il Rock da campus degli Weezer COMMENTA  

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The Weezer (U.S.A. – 1994)

Il gruppo che ha preso il posto dei R.E.M. negli stereo dei Campus universitari americani.

Musicalmente, però, i Weezer altro non sono che una risposta al britpop e soprattutto all’indie di stile britannico. In sostanza, quello che fanno è semplice, ma nella sua semplicità risulta divertente.

Passando alla discografia, la band si fa conoscere al grande pubblico sin dall’album di esordio, “The Blue Album”. La spensieratezza delle canzoni viene in certi momenti stemperata da ritmi più malinconici, facendo risultare il disco relativamente maturo. In questo lavoro è presente la canzone “Buddy Holly”, diventata famosissima, in particolare negli Stati Uniti, grazie al video, nel quale il gruppo prende parte ad una puntata di Happy Days, impersonando una band che si esibiva da Arnold’s. Il genere che fanno, pur essendo carino e di impatto immediato, ha comunque l’enorme difetto di lasciare pochissimo spazio alla versatilità, per cui gli album immediatamente seguenti non riuscirono ad emergere; una eccezione, in verità, è il secondo “Pinketon”, che presenta suoni molto più decadenti ed impegnati; snobbato all’inizio, il disco fu poi rivalutato e considerato il miglior lavoro del gruppo. Personalmente lo ritengo il peggiore: sembra un tentativo di mostrarsi come una band camaleontica e capace di stupire, ma in realtà penso che il gruppo sappia fare, e bene, quello che ha proposto con il primo disco, nient’altro.

Andando avanti con gli anni, il gruppo torna a divertire col quinto album: “Make Believe” del 2005: disco senza pretese, ma perfetta colonna sonora per una ipotetica festa in stile Americano.

Nel 2008 la band ha fatto uscire un altro lavoro, che non eccelle, ma nemmeno stona. L’impressione è che non rimarranno immortali nei secoli dei secoli, ma dopo l’ondata di depressione lasciata da grunge ed epigoni, sono probabilmente il gruppo rock che in questi ultimi anni meglio ha espresso la vitalità e la spensieratezza della musica.

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