Inchiesta di Current tv: la paura del Vesuvio tra abusivismo e fatalismo COMMENTA  

Inchiesta di Current tv: la paura del Vesuvio tra abusivismo e fatalismo COMMENTA  

Vesuvio vicino, Vesuvio lontano. Il vulcano che dorme fa paura, ma i partenopei, si sa, amano affidarsi al fato. Un inchiesta di Current tv, il canale satellitare dell’ex vice presidente americano Al Gore, oggi alle 23 mostrerà come residenti e costruttori edilizi abbiano risalito impavidi la china del famoso vulcano del Golfo di Napoli. I 600mila residenti dei 18 comuni inseriti nella zona rossa (cioè a rischio eruzione) non sembrano temere l’eventuale risveglio del Vesuvio, dopo più di 70 anni di letargo. “Si muore con le esplosioni delle bombe, con le alluvioni. Noi qui abbiamo il Vesuvio e ce lo teniamo”, ha dichiarato una signora al giornalista di Current. Ma Andrea Postiglione, autore della video-inchiesta non si è fermato alle mere dichiarazioni di chi abita sulla bocca del vulcano. E’andato a vedere i numeri e le case. Scoprendo centinaia di abitazioni edificate in piena “danger zone”.
L’ospedale del Mare, progetto da 190 milioni firmato da Renzo Piano, è per esempio tagliato a metà dalla zona rossa. Il complesso, che dovrebbe essere inaugurato a breve, prevede anche un albergo per i familiari dei pazienti e una palazzina uffici di circa 134mila metri quadrati. Stiamo parlando del futuro più grande ospedale del Meridione. Tuttavia, per i migliaia di pazienti che ospiterà, quale sarà la via di fuga?
La scarsa informazione regna sovrana tra gli abitanti delle pendici del vulcano: in caso di eruzione il flusso di lava scorrerebbe a circa 160 km orari. Per salvarsi occorrerebbero pochi minuti. La statale 268, alle falde della montagna non è proprio quella che si definisce strada a scorrimento veloce. E’altresì, una delle statali con il più alto tasso di immortalòtà.
Questi sono solo alcuni dei paradossi che circondano una delle aree più densamente abitate della Campania. La risposta della popolazione è pressochè univoca: “E’ difficile spostarsi, ci vuole coraggio”, ammette uno degli intervistati. Forse però, in questo caso ci vuole più coraggio a restare lì dove si è cresciuti.

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