La lezione di Tremonti

Politica

La lezione di Tremonti

A Tremonti non piacciono gli economisti e nemmeno troppo i banchieri. Ieri, al meeting riminese di CL è stato piuttosto esplicito. Ai primi, definiti maghi, contesta di non aver saputo prevedere la crisi. Lui lo aveva fatto già dal 1995 sostiene, anche se non nello specifico dei tempi e dei modi. Ricordo anch’io e mi complimento, ma poi non ho visto azioni governative in Italia, tali da anticipale la caduta e da adeguare il sistema al nuovo. Di governi se ne sono alternati diversi da allora e ben due di cui il ministro faceva parte. Abbiamo avuto in casa alcuni scandali non da poco, stile Cirio, Parmalat, bond argentini, furbetti del quartierino all’assalto del sistema finanziario. Non ho visto provvedimenti forti e la scelta di maggiori e migliori controlli. Non mi pare che si sia agito per mettere più regole, anzi. So per certo che non si potevano e non si possono affrontare problemi complessi in un contesto soltanto nazionale, ma pure qualcosa poteva comunque essere avviato.

…continua.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche