Parque Via di Enrique Rivero

Cinema

Parque Via di Enrique Rivero

Il 61° Festival di Locarno 2008 si e’ concluso con la vittoria del Pardo d’oro a “Parque via” di Enrique Rivero.
Il film si ambienta nella più grande e più popolosa città del mondo: Città del Messico. Qui vive Beto, un vecchio indio, che fa il custode di una lussuosa villa. Beto vive come un recluso, isolato dal mondo esterno. Attraverso la televisione osserva il mondo: e’ un mondo violento e criminale che gli fa paura e lo spinge maggiormente al suo isolazionismo.

Gli unici punti di contatto con l’esterno sono le visite della proprietaria che viene a supervisionare il suo lavoro di manutenzione e gli incontri occasionali con una prostituta.

La villa lussuosa però viene venduta e Beto dovrà presto andarsene.
E’ una storia di solitudine e tristezza di un’umanità fragile.
“Parque vía”, attraverso il dialogo tra il vecchio indio e la proprietaria, vuole rappresentare la frattura sociale presente nel Messico di oggi: il divario tra ricchi e poveri, che poi si rispecchia in quello tra bianchi ed «indios».

I dialoghi, gli incontri tra la ricca proprietaria ed il povero indio sono educati e gentili: i due mondi si conoscono, si sfiorano ma non si confondono o si sovrappongono mai. Basato sulla vita di Nolberto Coria (che interpreta se stesso, Beto), il film combina l’approccio documentario e la finzione. Il confine tra la cruda narrazione del documentario e la finzione diviene sfumato: l’uno diventa parte integrante dell’altro, confondendosi.
Così ci si affeziona al personaggio, perché e’ tristemente reale.

Si apprezza il coraggio del regista messicano nel denunciare la netta frattura della società messicana tra ricchi e poveri, usando semplicemente la descrizione narrativa del quotidiano vivere di un anziano custode.

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