Mussolini, il cinismo e l’ingresso in guerra

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Mussolini, il cinismo e l’ingresso in guerra

Mentre il grande conflitto mondiale diffondeva i primi vagiti di fuoco e dolore in Europa, l’Italia stava alla finestra. Mussolini era legato ad Hitler dal Patto di acciaio, ma fino all’ultimo aveva svolto il ruolo di mediatore, conquistandosi fiducia e plauso anche da parte delle potenze occidentali. Si era speso con eneegia per il raggiungimento dei fragilissimi accordi di Monaco. Hitler appariva però irrefrenabile e tutte le intese erano ormai saltate. Che fare? I fascisti attesero di capirci un poco, fecero intendere alla Germania che non erano ancora pronti, ne misurarono le forze e le vittorie, fino all’attacco alla Francia e poi scesero in campo certi che la partita volgeva ormai al meglio. In realtà fu, come sempre, il solo Mussolini a valutare e decidere. Si credeva ed era stimato uno stratega insuperabile e fino ad allora tutto gli era andato piuttosto bene. Pensò che poche migliaia di morti sul fronte francese gli avrebbero garantito un seggio di onore nel decidere dei futuri assetti europei e coloniali.

…continua.

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